Marilena Vietti Niclot, responsabile uscente del progetto di lotta all’insetto nel Casalese. Le zanzare sono portatrici di virus: la disinfestazione non basta, servono buone pratiche quotidiane

CASALE MONFERRATO. «Non dobbiamo creare panico ma educare la cittadinanza per evitare che le zanzare possano diventare un problema a livello sanitario. Come il Covid ci ha insegnato a lavarci più spesso le mani, così dobbiamo anche abituarci a svuotare i sottovasi e chiudere i coperchi dei bidoni degli orti».

Sono passati cinque anni da quando Marilena Vietti Niclot ha assunto la guida del progetto di lotta alle zanzare, finanziato dalla Regione Piemonte e dalle amministrazioni comunali e attuato dalla società regionale Ipla con capofila la città di Casale. Ora lascia il testimone a Luca Balbo. Sarà lui a coordinare i sei tecnici che si occupano dell’attività di monitoraggio e di disinfestazione. «Il contenimento – spiega Niclot – è importantissimo: sorvegliare le zanzare tigre e comuni, quelle più diffuse nel nostro territorio, serve per prevenire conseguenze gravi per la nostra salute. Non si tratta di fastidio o danni all’agricoltura: è un problema sanitario e bisogna stare in allerta».

 

La presenza delle zanzare tigre e comuni, insieme con le nuove arrivate dal Giappone e le anofele che, nonostante la malaria sia stata debellata continuano a vivere sul territorio, richiede un’attenzione ancora alta in Monferrato

«Casale e altri 47 Comuni fanno parte del progetto da ben 25 anni – spiega la responsabile uscente –. Questo ha permesso di fornire alla nostra zona e a tutto il Piemonte un’ampia conoscenza del problema. È un elemento vincente da non sottovalutare. In altre Regioni, come Emilia Romagna, Puglia e Veneto, ci sono state epidemie causate dalle zanzare con morti per i virus trasmessi da questi animali. Ecco perché parlarne oggi è ancora più importante. Purtroppo il Covid, altro virus causato dal salto di specie, ha frenato la divulgazione. Ora dobbiamo ripartire con una consapevolezza in più».

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In Monferrato le zanzare vengono contate, controllate, intrappolate, in qualche caso anche analizzate per escludere l’eventuale presenza di virus che possano essere trasferiti all’uomo.

«Di recente – spiega Niclot – è successo proprio con le zanzare tigre e comuni, che si è visto essere vettori di malattie per individui e animali». Nella catena di sorveglianza, che negli ultimi anni si è sviluppata in tutta la Regione Piemonte, si sono appena aggiunti i quattro Comuni di Grazzano Badoglio, Penango, San Salvatore e Villanova Monferrato.

Le attività di sorveglianza e disinfestazione svolte dai tecnici, però, non bastano. Servono anche i gesti quotidiani di ogni privato cittadino. «Si vince tutti insieme – dice Vietti Niclot –. Dobbiamo contrastare le difficoltà che il nostro territorio ci mette davanti: abbiamo Comuni molto diversi tra loro e per questo più complicati da controllare con un’unica azione di monitoraggio. In più il cambiamento climatico continua a causare inverni più caldi. Alcune specie di zanzare nascono prima, altre dopo: ciò significa conviverci quasi per tutto l’anno. Ecco perché bisognerebbe anche migliorare la struttura dei piani annuali e stagionali: per arrivare a un monitoraggio completo diluito per tutta la stagione. Siamo a giugno ma l’emergenza è già iniziata. E dobbiamo parlarne».

fonte: https://www.lastampa.it/alessandria/2021/06/06/news/le-zanzare-un-problema-sanitario-i-cittadini-devono-fare-la-loro-parte-1.40358729

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