Duecentonovanta nuovi casi di ulcera di Daintree nel 2019, una malattia infettiva della pelle e dei tessuti molli conosciuta anche come ulcera del Buruli, sono stati riscontrati in tre sobborghi di Melbourne nello stato federale di Victoria in Australia.Le autorità sanitarie hanno emesso un avviso martedì dopo che sono stati identificati diversi nuovi casi di ulcera di Buruli nelle aree di Essendon, Moonee Ponds e Brunswick. Sebbene le autorità affermino che il rischio di contrarre l’infezione in queste aree è basso, è la prima volta che le aree non costiere del Victoria sono state riconosciute come una potenziale fonte di rischio..

Le autorità sanitarie hanno emesso un avviso martedì dopo che sono stati identificati diversi nuovi casi di ulcera di Buruli nelle aree di Essendon, Moonee Ponds e Brunswick. Sebbene le autorità affermino che il rischio di contrarre l’infezione in queste aree è basso, è la prima volta che le aree non costiere del Victoria sono state riconosciute come una potenziale fonte di rischio..

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La terribile malattia, causata da un batterio trasportato dalle zanzare che mangia letteralmente la carne di chi la contrae, sta causando grande incertezza in tutto il mondo. Il batterio rilascia una tossina che indebolisce il sistema immunitario e porta alla morte delle cellule dei tessuti, generalmente su braccia e gambe.

Se diagnosticata in tempo, l’ulcera può essere debellata con una cura antibiotica ma, in caso contrario, può essere necessario l’asportazione del tessuto infetto con un’operazione chirurgica. Il professore Tim Stinear del Doherty Institute, che guida un progetto di ricerca congiunto sull’ulcera di Buruli, afferma che la malattia è rara, ma Victoria ha alcuni dei più alti numeri di casi al mondo.

Lo scienziato, ha scoperto che alcune zanzare trasportano il batterio nell’apparato boccale e che l’opossum originario dell’Australia è particolarmente sensibile ai batteri. “Se si viene infettati dal batterio oggi, questo può impiegare fino a sei mesi a manifestare sintomi”, ha spiegato ai media locali. Si sa tuttavia ancora molto poco su questa malattia, che colpisce principalmente in Africa, sud America, Asia e isole del Pacifico.

Non è la prima volta che il batterio “mangia-carne” si spinge in Australia: nel 2011 furono registrati 60 casi. L’infezione, nei casi più gravi, può portare gravi complicazioni come febbre alta ed encefalite, che a loro volta possono comportare danni cerebrali permanenti e morte. Nuovi studi, suggeriscono che nello stato di Victoria potrebbero verificarsi centinaia di nuove infezioni all’anno e l’epidemia potrebbe durare dai 10 ai 20 anni.

fonte: Link https://bit.ly/3qruxXE

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